Come si articola la consultazione pubblica?

La procedura prevede che, a seguito della validazione da parte dell’ente di controllo ISIN e del successivo nulla osta dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sogin pubblichi la proposta di CNAPI, Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee, insieme al Progetto Preliminare del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico e alla relativa documentazione. 

La proposta di CNAPI, con l’ordine di idoneità delle aree identificate sulla base delle caratteristiche tecniche e socio-ambientali, il progetto preliminare e la relativa documentazione, è sottoposta a una consultazione pubblica

Nei 60 giorni successivi alla pubblicazione le Regioni, gli enti locali e i soggetti portatori di interessi qualificati, possono formulare osservazioni e proposte tecniche in forma scritta e non anonima. 

Entro 120 giorni dall’avvio della consultazione pubblica, Sogin promuove il Seminario Nazionale al quale sono invitati a partecipare i portatori di interesse qualificati per approfondire tutti gli aspetti tecnici relativi al Deposito Nazionale e Parco Tecnologico e la rispondenza delle aree individuate ai requisiti della Guida Tecnica n. 29 emessa dall’ente di controllo ISPRA (oggi ISIN). Saranno inoltre approfonditi gli aspetti connessi alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente e i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione dell’opera. 

Chi è ISIN - Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione 

L’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN) è oggi l’autorità di regolamentazione competente in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione, indipendente ai sensi delle Direttive 2009/71/Euratom e 2011/70/Euratom. 

L’Ispettorato assorbe tutte le funzioni in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione già attribuite in passato dalla legislazione nazionale al CNEN, all’ENEA DISP, all’ANPA, all’APAT e, infine, al Dipartimento nucleare, rischio tecnologico e industriale, al Centro Nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, nonché all’Area Fisica del Centro Nazionale per la rete nazionale dei laboratori per le attività in materia di radioattività dell’ISPRA. ​