Come si arriva all'individuazione del sito idoneo?

 

Con l’approvazione della Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI), Sogin aprirà la successiva fase di confronto finalizzata a raccogliere le manifestazioni d’interesse, non vincolanti, da parte delle Regioni e degli Enti Locali il cui territorio ricade anche parzialmente nelle aree idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico. Nel caso in cui non venissero espresse, da parte di enti locali, manifestazioni d’interesse, o qualora fossero ritirate in un secondo momento tutte quelle pervenute, Sogin dovrà promuovere trattative bilaterali con le Regioni nel cui territorio ricadono le aree idonee. In caso di insuccesso delle trattative bilaterali (mancata intesa), verrà convocato un tavolo interistituzionale, come ulteriore tentativo di pervenire a una soluzione condivisa.

L’obiettivo di una consultazione pubblica così concepita è quello di sviluppare, in diverse fasi e con diversi strumenti, un percorso condiviso per il raggiungimento dell’intesa. Raggiunta l’intesa su una o più aree, Sogin, di concerto con gli Enti Locali interessati e sotto la vigilanza dell’Autorità di controllo, ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), svolgerà campagne d’indagine tecnica al fine di individuare il sito del Deposito Nazionale.

ISPRA dovrà esprimere il proprio parere vincolante rispetto alla conferma finale dell’idoneità del sito.

Successivamente, il Ministero dello Sviluppo Economico, come stabilito dal Decreto Legislativo 31/2010, individuerà il sito con un proprio Decreto, che sarà emanato anche nel caso in cui dovessero fallire le diverse e reiterate procedure per il raggiungimento dell’intesa. ​

 

Quanto tempo per costruire il Deposito?

 

Secondo quanto previsto dagli attuali programmi, basati sul rispetto dei tempi dettati dalla normativa vigente, i lavori per la costruzione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico avranno inizio nel 2019, con una durata di circa 5 anni. Si stima, pertanto, che la fase di esercizio dell'infrastruttura avrà inizio nel 2025.

 

Perché è un iter innovativo?

 

Per la prima volta in Italia la localizzazione di una grande opera avviene mediante una procedura che per legge è basata su un processo di coinvolgimento dei territori al fine di pervenire a una soluzione concordata con le comunità locali.

In tal senso, la gestione del processo di localizzazione del Deposito Nazionale verrà incentrata sui principi dell'informazione, per far acquisire la consapevolezza del valore positivo dell'infrastruttura e della sua sicurezza, della trasparenza, nella gestione del dibattito e delle relazioni con i soggetti interessati, e del coinvolgimento, creando spazi per le modifiche al progetto.

Per la prima volta in Italia, inoltre, si prevede il meccanismo dell'adesione volontaria di una o più comunità locali a ospitare un’infrastruttura rilevante per il territorio: in seguito alla definizione del Progetto Preliminare del Deposito e dei requisiti essenziali per l’idoneità dell’area, verrà chiesto alle comunità locali di avanzare una manifestazione d’interesse che, in prima istanza, autorizzi gli studi preliminari necessari a formalizzare l’eventuale autorizzazione finale.

Il Decreto Legislativo 31/2010 riconosce che queste manifestazioni d’interesse non siano vincolanti, fino all’individuazione definitiva del sito.

 

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