Come sono finanziati i depositi negli altri Paesi​?

 

 

Non esiste un unico modello di finanziamento per la realizzazione di depositi di rifiuti radioattivi. Tipicamente i soggetti coinvolti sono tre:

  1. Produttori di rifiuti, soprattutto gli esercenti di centrali nucleari
  2. Enti responsabili per la gestione dei rifiuti radioattivi
  3. Autorità regolatrici per il controllo dei costi

Nella maggior parte dei casi gli Enti sono pubblici, ma vi sono anche esempi, come gli Stati Uniti, in cui le Società private hanno costituito dei propri organismi riconosciuti dalla legge per operare nel settore.

In Italia l’Ente responsabile della gestione dei rifiuti radioattivi è Sogin, mentre il compito del controllo dei costi è affidato all’Autorità per l’Energia elettrica, Gas e Sistema Idrico (AEEGSI).

L’esperienza spagnola è quella più simile alla nostra, in quanto esiste un meccanismo di prelievo di una componente tariffaria a carico dell’utente elettrico, destinata allo smantellamento degli impianti nucleari e alla gestione dei rifiuti radioattivi (derivanti dal settore nucleare, da quello medico-ospedaliero e dalla ricerca non nucleare). Anche in Spagna, come in Italia, esiste un’Autorità di verifica e controllo.

In Francia, come accade nella maggior parte dei Paesi europei, i costi per la realizzazione dei depositi sono direttamente a carico dei produttori dei rifiuti, soprattutto degli esercenti delle centrali nucleari.

In Svezia gli esercenti hanno provveduto, già durante la costruzione degli impianti, a costituire una società ad hoc (SKB, Svensk KärnBränslehantering AB), per garantire il finanziamento di tutte le attività necessarie per la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi.

 

Il costo del Deposito Nazionale è paragonabile a quello degli altri Paesi?

 

Il Deposito Nazionale indicato dal Decreto Legislativo 31/2010 è un’infrastruttura più articolata rispetto ai depositi esteri, in quanto comprende il deposito per sistemare definitivamente i rifiuti a bassa e media attività, il Complesso di Stoccaggio di Alta attività (CSA) e il Parco Tecnologico.

Il deposito di El Cabril, in Spagna, che comprende la sola sistemazione definitiva dei rifiuti a bassa e media attività, ha avuto un costo inferiore, pari a 127 milioni di dollari (nel 1995), riadattando una ex-miniera di uranio, e potendo quindi risparmiare sui costi di siting, comunicazione ed espropri. Il costo stimato per il Deposito Nazionale è invece paragonabile a quello previsto per il deposito belga di Dessel (800 Milioni di euro), attualmente in fase precantieristica.

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