Quanto costa costruirlo?

 
 

Per realizzare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico è previsto un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro. Di questi, 650 milioni di euro (43%) verranno investiti nella localizzazione, progettazione e costruzione del Deposito Nazionale, 700 milioni di euro (47%) in infrastrutture interne ed esterne, mentre 150 milioni di euro (10%) nella realizzazione del Parco Tecnologico. A questi va aggiunto fino a 1 miliardo di euro per progetti di ricerca del Parco Tecnologico, attraverso finanziamenti pubblici e privati. 

 
 

Quanto costerebbe non costruirlo?

 
 
La realizzazione del Deposito Nazionale è innanzitutto una necessità dal punto di vista etico perché permette di rispettare il principio fondamentale riconosciuto anche dall’IAEA (International Atomic Energy Agency) che prevede di non lasciare oneri indebiti alle generazioni future. Infatti, soltanto una sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi consentirà alla nostra generazione di assolvere a questo compito nei confronti di quelle future.
 

In assenza del Deposito Nazionale, i rifiuti radioattivi rimarrebbero stoccati nei depositi temporanei distribuiti in molte regioni italiane. Si tratta di depositi progettati per una durata di circa 30 anni e con criteri di sicurezza differenti da quelli di un deposito definitivo.  

 

Molti di questi depositi sono ormai saturi, realizzati da tempo e richiedono quindi periodici e costosi interventi di manutenzione con relativi costi.

 

Se il ritardo nella realizzazione del deposito si protraesse nel tempo, occorrerebbe realizzare nuovi depositi temporanei e provvedere, a causa del deterioramento dei contenitori, alla sistemazione dei rifiuti in nuovi fusti.

 

Da un punto di vista economico, ritardare la costruzione del Deposito Nazionale rappresenterebbe un costo che, per i soli oneri di esercizio e manutenzione di un singolo deposito temporaneo, può arrivare a 1 milione di euro l’anno. Quello di realizzazione di un nuovo deposito fino a 15 milioni di euro. Infine, poiché l’entità delle penali che l’Italia dovrebbe pagare alla Francia e al Regno Unito, in caso di impossibilità di rimpatriare il combustibile riprocessato all’estero, ammonterebbe a diverse centinaia di milioni di euro, si stima che un ritardo di 10 anni comporterebbe costi per il Paese fino a 1 miliardo di euro.

 

Come sarà finanziato?

 

Realizzazione 

 

L'investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro per la realizzazione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico sarà finanziato dalla componente tariffaria A2 della bolletta elettrica, che già oggi copre i costi dello smantellamento degli impianti nucleari. 

La parte di investimento relativa ai rifiuti medicali, industriali e di ricerca, sarà anticipata e poi restituita all’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) attraverso i ricavi (vedi paragrafo successivo) generati dall’esercizio del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico. Per i rifiuti derivanti dalla produzione di energia elettrica è previsto che il costo sia direttamente sostenuto dall’utente elettrico, come avviene per lo smantellamento delle installazioni nucleari.

Esercizio

 

I costi di esercizio del Deposito Nazionale, per la quota parte relativa alla sistemazione dei rifiuti derivanti dalle installazioni nucleari, saranno finanziati mediante la componente tariffaria A2 della bolletta elettrica, mentre per la gestione degli altri rifiuti il finanziamento avverrà attraverso una tariffa di conferimento, che i produttori privati corrisponderanno all’esercente del deposito per lo smaltimento dei loro rifiuti. Per quanto riguarda il Parco Tecnologico, è prevista la ricerca di altre fonti di finanziamento, pubbliche e private, per l’attivazione di progetti di ricerca da realizzare in accordo con il territorio ospitante.

 
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