Che cos'è il Deposito Nazionale?​

 
 
 
 
 
 
 
 
Il Deposito Nazionale è un’infrastruttura ambientale di superficie dove saranno messi in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, generati dall'esercizio e dallo smantellamento delle centrali e degli impianti nucleari, dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca.  
 
Il Deposito Nazionale sarà costituito dalle strutture per la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività e da quelle per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti radioattivi ad alta attività, che dovranno essere successivamente trasferiti in un deposito geologico di profondità, idoneo alla loro sistemazione definitiva.  
 
Insieme al Deposito Nazionale sorgerà un Parco Tecnologico, nel quale saranno avviate attività di ricerca di alto profilo sulle nuove metodologie di gestione dei rifiuti radioattivi e su tecnologie di interesse per il territorio che ospiterà il Deposito Nazionale.  
 
Il Deposito Nazionale sarà integrato con il territorio, anche dal punto di vista paesaggistico. Infatti, una volta completato il riempimento, sarà ricoperto da una collina artificiale, realizzata con materiali inerti e impermeabili, che costituirà un’ulteriore protezione, prevenendo anche eventuali infiltrazioni d’acqua. Tale copertura armonizzerà anche visivamente il Deposito con l’ambiente circostante, mediante un manto erboso.  
 

Che superficie occuperà?

 

Il Deposito Nazionale, comprensivo delle strutture per la sistemazione definitiva dei rifiuti a bassa e media attività, lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti ad alta attività, le strutture ausiliarie e il Parco Tecnologico, sarà costruito all’interno di un’area di circa 150 ettari, di cui 40 dedicati al Parco Tecnologico.  


 

Quali caratteristiche tecniche avrà?

 
 
Il Deposito Nazionale sarà costituito da 90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle, all’interno delle quali verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con i rifiuti radioattivi già condizionati, detti manufatti. Nelle celle verranno sistemati definitivamente circa 75.000 metri cubi di rifiuti a bassa e media attività. Una volta completato il riempimento, le celle saranno ricoperte da una collina artificiale di materiali inerti e impermeabili, un’ulteriore protezione anche da eventuali infiltrazioni d’acqua.  
 
 
In un’apposita area del deposito, sarà realizzato un complesso di edifici idoneo allo stoccaggio di circa 15.000 metri cubi di rifiuti ad alta attività, che resteranno al Deposito per un massimo di 50 anni per poi essere sistemati definitivamente in un deposito geologico di profondità.
 
 
Le barriere ingegneristiche del Deposito Nazionale e le caratteristiche del sito dove sarà realizzato garantiranno l’isolamento dei rifiuti radioattivi dall’ambiente per oltre 300 anni, fino al loro decadimento a livelli tali da risultare trascurabili per la salute dell’uomo e l’ambiente. Il Deposito Nazionale è progettato sulla base delle migliori esperienze internazionali e secondo i più recenti standard della IAEA (International Atomic Energy Agency dell’ONU.
 
 

Il manufatto (prima barriera)

 
 
I manufatti sono le strutture, a forma cilindrica o di parallelepipedo, costituite da contenitori metallici e dai rifiuti radioattivi al loro interno, già condizionati in una forma solida. La stabilità chimica e fisica consente al manufatto di essere movimentato e trasportato in sicurezza.
I rifiuti radioattivi a bassa e media attività arriveranno al Deposito Nazionale già in questa forma, che rappresenta la prima barriera. I manufatti verranno poi collocati all’interno di moduli in calcestruzzo spec​iale (seconda barriera). 



Il modulo (seconda barriera)

 


I moduli, strutture a forma di parallelepipedo (3 m x 2 m x 1,7 m) in calcestruzzo speciale, armato o fibrorinforzato, assicurano la loro resistenza per oltre 300 anni.
 
Rappresenta la seconda barriera del Deposito Nazionale: al suo interno verranno collocati i manufatti (cilindrici o a forma di parallelepipedo) di rifiuti radioattivi a bassa e media attività, poi cementati tra loro con una malta speciale. Un coperchio, anch’esso in calcestruzzo speciale, sigillerà il modulo prima che esso venga disposto nella cella. 

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La cella (terza barriera)

 

 

 
Le celle sono gli edifici in calcestruzzo armato speciale (27m x 15,5 m x 10 m), progettate per resistere per almeno 300 anni, dove verranno sistemati definitivamente i rifiuti radioattivi.
 
All’interno del Deposito Nazionale verranno costruite 90 celle, organizzate in file accostate, che delineano l’effettiva area in cui sistemare definitivamente i rifiuti radioattivi.
 
La cella rappresenta la terza barriera di protezione: al suo interno verranno collocati i contenitori in calcestruzzo speciale (moduli) che, a loro volta, conterranno i rifiuti condizionati con malta cementizia (manufatti). Completato il riempimento di tutte le celle, queste verranno ricoperte da una collina multistrato.
 

La collina multistrato (quarta barriera)


 
La collina multistrato, quarta barriera all’interno del Deposito Nazionale, è una struttura artificiale disposta a copertura delle celle.
Viene realizzata con strati di diversi materiali, per uno spessore complessivo di qualche metro, aventi funzioni specifiche, come impedire l’ingresso di acqua nel deposito, drenare le acque piovane, isolare i rifiuti dall’ambiente e migliorare l’impatto visivo della struttura.
 
Successivamente il Deposito Nazionale verrà chiuso ed entrerà nella fase di controllo istituzionale, durante la quale un sistema di drenaggio, installato sotto ciascuna cella, assicurerà la raccolta e il trattamento dell’acqua derivante da eventuali infiltrazioni o condense all’interno delle celle.
 

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