Quali norme di sicurezza?



Il sistema di sicurezza del Deposito Nazionale sarà sviluppato per fasi successive. Contestualmente alla Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee, sarà pubblicato il Progetto Preliminare e con esso i criteri di sicurezza relativi a ciascuna struttura del Deposito Nazionale.
 
Dopo la selezione del sito, nell’ambito del Progetto Definitivo, sarà sviluppata l’analisi incidentale per descrivere i possibili malfunzionamenti, le relative conseguenze e i meccanismi di intervento da prevedere e rendere disponibili.

Rischio di incidenti: come si affronta?

Il Deposito Nazionale sarà progettato per resistere a una serie di incidenti di riferimento, naturali o procurati, come ad esempio sismi, condizioni climatiche estreme, impatto aereo, incendi, esplosioni. Con l’Ente di controllo ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) saranno definiti i potenziali fattori di rischio e le misure di contrasto.
 

Rischio sismico: quali garanzie?

La sismicità è uno dei criteri di esclusione indicati dall’ente di controllo ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e applicati da SOGIN per la redazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee.
Per questo le aree ad elevato rischio sismico sono state immediatamente escluse con l’applicazione del criterio n.3 della Guida Tecnica 29 di ISPRA.
 
Successivamente, nelle fasi di prequalifica e qualifica, le indagini e gli studi sismologici permetteranno di conoscere con accuratezza l’effettivo rischio sismico (probabilità e intensità).
 
Tutti i parametri così determinati andranno a configurare il ‘terremoto di riferimento’ per il progetto, ossia il grado di intensità massima attesa del terremoto, calcolato con un ampio margine, cui dovrà resistere l’impianto. Sulla base di tale intensità saranno quindi progettati tutti i componenti del Deposito Nazionale.
 
 
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